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Recale, bellezze architettoniche e storiche da riscoprire

Un percorso turistico ideale da Recale non può che partire dalla antica Torre: il  castello dei Duchi Caramanico-Bovino è senz’altro il monumento storico architettonico più imponente e d’impatto della cittadina. Ma per chi arriva Da Caserta in questa zona periferica della città, in piazza della Repubblica, oltre alla residenza di campagna dei Borboni già si presenta un'altra ricchezza storico architettonica: l’antica Confraternita. 

Questa oltre ad essere uno dei più antichi luoghi di culto, è particolarmente cara ai residenti e strettamente correlata alla festa patronale di Sant’Antimo. Anticamente infatti nella Torre era allestita una saletta in cui veniva portata la statua del Santo. Successivamente la funzione si è spostata sulla Confraternita. La Statua del Santo infatti durante i festeggiamenti, viene trasportata dalla zona Torre a via Salvatore, e ciò simbolicamente rappresenta la liberazione del Santo Martire ed il suo passaggio dall’Asia a Roma. 


Scendendo per via Marconi, altra gemma storica è il palazzo Cammarone: nonostante l’aspetto esterno che andrebbe senz’altro rivalutato, l’antica costruzione secondo quanto si tramanda dalle vecchie generazioni, avrebbe addirittura visto ospite niente meno che Galileo Galilei. 

Da via Torre a Piazza Matteotti: la celebre piazza dalle caratteristiche ‘otto colonne’ (due per ogni lato della piazza circolare) è dagli albori della cittadina il fulcro politico, in cui si sono dati battaglia gli antenati dei politici odierni. 


Dalla piazza la tappa successiva è senz’altro il palazzo dei Vestini Campagnano, famiglia notabile del paese, che in un paio di centinaio d’anni ha dato i natali a medici, avvocati e a sindaci. Il palazzo porta la griffe vanvitelliana nel conio della sua struttura e nella fastosità delle sue sale. 


Lungo via Salvatore, si può accedere attraverso una stretta viuzza che passa sotto l’arco di un palazzo, alla zona più antica della città: la Cittadella. Il primo nucleo d’insediamento risalirebbe appunto al periodo di dominio arabo, ed il nome troverebbe origine proprio nell’idioma di quel popolo. Col tempo, con i danni correlati alla seconda guerra mondiale e la crescita urbanistica, il cuore vecchio della città ha conservato ben poco dell’antico, giusto un frammento delle spesse mura che anticamente custodivano il primo insediamento recalese. 

C’è poi la zona del ‘Censo’, in cui esiste un’antichissima cappellina sconsacrata, di cui forse sono pochi i recalesi a ricordarne la presenza, eppure è lì, che resiste all’usura del tempo. Si arriva così all’estrema periferia di questa cittadina ricca di storia e tradizioni.