La statua
e la cappella di S.Antimo La
Statua di S. Antimo così bella
e veramente artistica, in legno di
ciliegio, fu scolpita nel 1822 dall’artista
Francesco Vassallo da Napoli. Però
prima che essa giungesse a Recale,
esisteva un quadro di S. Antimo che
ci attesta che vi era già venerato.
Questo quadro esiste ancora ed è
quello che si trova nella facciata
del palazzo Russo, di fronte all’attuale
abitazione del Signor Andrea Lombardi,
dal quale nel Maggio 1950 fu fatto
rinnovare dal pittore Farina Pietro
da Marcianise. La Statua fu collocata
nella Cappella, la quale non era così
ampia e decorata com’è
attualmente.
Nel 1890 il Comitato la fece allungare
e allargare, e fu necessario tagliare
l’arco esistente, che fu appoggiato
sul nuovo arco costruito. La Statua
fu collocata nella nicchia dalla quale
continua a benedire ed a proteggere
il nostro paese. Quanti paesani vi
si sono inginocchiati e vi si inginocchiano
tuttora, rivolgendo, molte volte,
tra le lacrime, la loro ardente supplica
al Protettore, alzandosi più
fiduciosi e più rassenerati!
Attraverso la Cappella internamente
a sinistra, si entrava nella Congrega
di S. Maria del Suffragio, la quale
non aveva l’entrata esterna.
poiché un giorno sorse una
lite tra il Parroco Don Giov. Fiorentino
e i confratelli della Congrega, questi
di notte – il 16 ottobre 1836
– chiusero l’entrata nella
Cappella di S. Antimo e aprirono la
porta esterna alla Congrega. Data
la fretta e l’oscurità
della notte, questa porta non si trova
proprio al centro, ma è spostata
leggermente a destra guardando, come
si può osservare. Da tale fatto,
sorse una causa tra il Parroco e quelli
della Congrega. Questi furono difesi
dall’Avvocato Pietro Stravino
e vinsero.
La Cappella fu restaurata due volte:
la prima nel 1916 da Luigi Baccaro,
fu Elpidio, da Casapulla. In seguito
al
bombardamento aereo, avvenuto su Recale
il 20 agosto 1943, la Cappella subì
alcune lesioni, per cui si resero
necessarie delle riparazioni. Il comitato
di allora, approfittando di questa
necessità, pensò di
rendere più bella la Cappella,
ciò che fu fatto nel Marzo
del 1950. Fu dato l’incarico
al pittore Izzo Gennaro da Caserta.
Le pitture ad olio rappresentavano
alcuni angioletti, che nella loro
simbolica danza, portavano corone
di rose. Le due pareti laterali erano
imitazione marmo bardiglio, le colonnine
erano finto marmo verdino di Reggio
Calabria opera del decoratore Prof.
Francesco De core da Caserta.
Nel
1894 il Signor Francesco Santamaria,
gravemente ammalato, fece voto di
abbellire la Cappella e di costruirvi
l’altare di marmo. Arrivò
a costruire solo l’altare di
marmo, nel Marzo 1895.
Fino al 1915 i candelieri dell’altare
erano di legno, i quali col tempo
si erano tarlati. Il Comitato li sostituì
con candelieri di ottone che attualmente
ornano l’altare, il 4 Luglio
1915 con la spesa di L. 198, mentre
era presidente del Comitato il Signor
Antimo Farina. L’impianto elettrico
nella Cappella fu regalato, per grazia
ricevuta, dal Signor Francesco Mastroianni,
fu Andrea nel 1917, su consiglio del
Signor Pasquale Torrente.
La Signora Anna Argenziano fu Francesco,
nel 1918, vi aggiunse una serie di
globi, che furono sospesi all’arco
della Cappella. Questi globi nel 1950,
in occasione della decorazione della
Cappella furono sostituiti con due
lampadine tubolari fluorescenti, nascoste
negli angoli, che davano una bella
luce piena e simpatica.
Il 3 gennaio 1952 a cura del Comitato
fu installato un impianto di luce
a neon nella nicchia dove era collocata
la statua del Santo, dando un magnifico
effetto. L’impianto costò
L. 15.500, fornito dalla ditta Valentino
Valentini da Napoli.
Nel 1936 fu chiuso il finestrino laterale
e fu aperto un lanternino nella cupola
per dare maggiore aria e luce alla
Cappella. In questa e sulle due pareti
laterali della Cappella vi furono
appesi quadri, fotografie, oggetti-voto
che i nostri antenati offrivano al
Santo, in riconoscenza delle grazie
ricevute. Questi quadri erano però
mal tenuti, pieni di ragnatele e di
polvere, per cui Mons. A. Mario Palladino,
allora Vescovo di Caserta, nel 1919
per maggior pulizia li fece togliere,
mentre era Parroco don Emanuele Fusco.
Invece di distruggere questi quadri
o di restituirli alle persone interessate,
si sarebbero potuto raccogliere in
una sala a parete, per conservarne
il ricordo e tramandare ai posteri
la prodigiosa miracolosità
di S. ANTIMO.
Nel 1950 il Signor Feola Salvatore
costruì, con verso senso di
artista, un caratteristico GIGLIO,
in gesso, alto più di un metro,
offrendo con tutta fede al Santo Protettore.
Tale GIGLIO è situato nella
sede del Comitato.
Nel 1959 il Comitato fece costruire
una nuova Cappella a S. antimo, al
centro della navata sinistra della
Chiesa, perché la precedente,
pur essendo bella, era in parte nascosta
da un pilastro della navata centrale.
La nuova cappella è tutto in
istucco, con balaustra e lambri in
marmo e la Statua del Santo è
collocata sull’Altare a Lui
dedicato in una nicchia di vetro.
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